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Belluno
14 aprile | 20:05

Dall'abbattimento dei corvi all'eradicazione dei cinghiali, presentato il piano per prevenire i danni alle colture. Padrin: "Raccolte le esigenze del mondo agricolo"

Nel 2022 sono stati 574 gli abbattimenti di cinghiale (in calo rispetto ai 1.033 del 2021), mentre nei primi tre mesi del 2023 su 431 uscite di operatori autorizzati sono stati registrati 82 abbattimenti. La Provincia sta studiando un'app dedicata per le uscite di controllo faunistico. Padrin: "L’obiettivo è rinsaldare sempre di più il rapporto sinergico tra mondo venatorio e mondo agricolo"

Dall'abbattimento dei corvi all'eradicazione dei cinghiali, presentato il piano per prevenire i danni alle colture
di F.C.

BELLUNO. Dall'abbattimento dei corvi e delle cornacchie fino all'eradicazione dei cinghiali. Sono queste alcune delle misure per il controllo della fauna selvatica per prevenire i danni alle colture. Il piano provinciale è stato illustrato nell'ambito di "Caccia, pesca, natura" a Longarone Fiere.

 

"L’obiettivo è rinsaldare sempre di più il rapporto sinergico tra mondo venatorio e mondo agricolo, con la finalità di prevenire i danni alle colture e dare una mano al settore primario, che costituisce un presidio irrinunciabile della montagna - ha dichiarato il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin -. E la Provincia, attraverso l’attività di coordinamento e controllo del suo corpo di Polizia, è l’anello di congiunzione ideale".

 

I piani di controllo per la fauna selvatica che provoca danni alle colture sono stati presentati il 14 aprile 2023, accompagnati da numeri e dati sul fenomeno. "L’ex consigliere Franco De Bon aveva avviato il 'tavolo verde' - prosegue Padrin - costituendo un sistema di lavoro di squadra perfetto. Ora dobbiamo proseguire su quella traccia, a beneficio non solo di agricoltori, allevatori e cacciatori, ma dell’intero territorio".

 

I DATI

Focus del convengo organizzato dalla Provincia sono state, in particolare, due specie molto impattanti sulle attività agricole: i corvidi (corvi e cornacchie) e il cinghiale.

 

Per i primi è previsto un piano con diverse misure possibili fino all'abbattimento. Per il secondo, specie non autoctona e soggetta a rischio sanitario per la diffusione della peste suina, è contemplata l’eradicazione. Negli ultimi mesi l’amministrazione provinciale ha organizzato corsi abilitanti per nuovi operatori addetti al controllo, che hanno formato oltre 250 persone sul fronte dei corvidi.

 

Nel 2022 sono stati 574 gli abbattimenti di cinghiale (in calo rispetto ai 1.033 del 2021), mentre nei primi tre mesi del 2023 su 431 uscite di operatori autorizzati sono stati registrati 82 abbattimenti.

Per il futuro la Provincia sta studiando un'app dedicata per le uscite di controllo faunistico, così da facilitare il flusso informativo e agevolare l’azione degli operatori, anche attraverso una bacheca elettronica unica e un portale informativo per la raccolta e l’analisi dei dati.

 

LE RICHIESTE DEL MONDO AGRICOLO

Dalle associazioni agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) è arrivata la richiesta non solo di intensificare le azioni di controllo, ma anche di attivarne di nuove anche per altri ungulati, oltre al cinghiale, in particolare il cervo. Tra gli auspici, anche quello di creare un centro lavorazioni carni per valorizzare la selvaggina.

 

"Oggi abbiamo un'emergenza - hanno detto Diego Donazzolo di Confagricoltura, Michele Nenz di Coldiretti e Rio Levis di Cia -. Gran parte del territorio è abbandonato e l’alleanza tra mondo venatorio e agricoltura è importantissima per riprendere in mano ampie aree della montagna".

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